CONSERVATIVA

Devo sostituire le mie vecchie otturazioni metalliche?

l trattamento conservativo per eccellenza è l’otturazione che fino a qualche anno fa veniva effettuata prevalentemente con amalgama d’argento. L’amalgama è un materiale metallico, a base di mercurio, che risalta per il colore grigio, negli ultimi anni al centro dell’attenzione per la sua presunta tossicità.

Il limite dell’amalgama è estetico. È questo il motivo principale per il quale è ormai andata in disuso sostituita da materiali con caratteristiche estetiche migliori.

È vero che un problema di malocclusione può causare mal di testa?

Sì, è possibile. Questo perché una corretta occlusione dentale è strettamente connessa all’attività funzionale della muscolatura masticatoria e dell'articolazione temporo-mandibolare. Se viene alterato questo delicato equilibrio a causa di traumi o abitudini viziate (ad esempio serramento o digrignamento), la mandibola può subire una modifica nel suo assetto posturale e ciò può riflettersi in una disfunzione muscolare e/o articolare, da cui può generare dolore nel distretto cranio facciale.

ENDODONZIA

Si possono recuperare denti gravemente danneggiati?

Oggi è possibile anche grazie all'utilizzo del Microscopio, recuperare situazioni gravemente compromesse che altrimenti richiederebbero l’eliminazione del dente. Infezioni dentali, perforazioni della camera pulpare e delle radici, rimozione di perni e strumenti di lavoro fratturati nei canali, sono tutte situazioni che si presentano all’osservazione del clinico che oggi è possibile affrontare grazie all’uso delle moderne tecnologie. Ciò non toglie che vi siano situazione nelle quali la possibilità di mantenere il dente risulti comunque estremamente complessa e, alla prova del tempo instabile (cfr. accanimento terapeutico). In questi casi, malgrado si disponga dei mezzi per poter operare per il mantenimento del dente, si deve più giustamente optare per tecniche , quali quelle implantari, che risultino più facili nell’esecuzione e stabili a lungo termine.

Quando sono molto distrutti è meglio recuperare i propri denti, o estrarli e sostituirli con un impianto?

In linea di principio, in odontoiatria si è portati a recuperare i denti fino al punto in cui le terapie che servono per mantenerli non diventino troppo indaginose e poco affidabili, soprattutto se si hanno a disposizione tecniche e mezzi che più semplicemente portino al successo a lungo termine.

l sacrificio del dente è giustificato da una tecnica che assicuri una minore difficoltà esecutiva ed una maggiore garanzia di durata nel tempo.

Ad ogni modo è importante sapere che sia tecniche conservative e riparative, sia quelle sostitutive garantiscono oggi standard qualitativi elevati.

ESTETICA DEL SORRISO

E' sicuro che lo sbiancamento non danneggi i denti?

Uno studio accurato ha rilevato la sicurezza dei trattamenti sbiancanti effettuati con prodotti a base di perossidi per i tessuti duri dei denti, in condizioni d'uso corretto.
Le misurazioni effettuate prima e dopo il trattamento sbiancante non hanno evidenziato effetti sulla durezza di superficie dello smalto, e neppure alterazioni della sua struttura prismatica superficiale e sottosuperficiale.
Queste evidenze scientifiche confermano, che i trattamenti sbiancanti sono sicuri, veloci ed efficaci, purché effettuati secondo le prescrizioni, con specifiche tecniche.

Cosa sono le faccette?

Le faccette in porcellana sono sottili lamine in ceramica o in composito che vengono applicate e cementate sulla superficie esterna dei denti anteriori. Le principali indicazioni delle faccette sono: denti fratturati, aumentati spazi tra i denti (diastemi), denti con alterazioni del colore (discromie) e della forma (conoidi, ecc.).
Grazie all’utilizzo di questa tecnica oggi siamo in grado di risolvere gravi inestetismi dei denti anteriori utilizzando una procedura molto conservativa rispetto alle corone.

IGIENE

Quante volte all’anno devo fare la pulizia dei denti?

Normalmente in assenza di condizioni particolarmente sfavorevoli è sufficiente fare un mantenimento igienico professionale una volta ogni sei mesi. Questi tempi si possono addirittura dimezzare (ogni tre mesi) in presenza di pazienti parodontopatici, in trattamento chirurgico o con particolari condizioni di salute generale o locale. Al contrario in presenza di situazioni particolarmente favorevoli, con pazienti che effettuano un’ottima igiene domiciliare e presentano una refrattarietà all’accumulo di tartaro i tempi di richiamo possono essere dilatati fino ad otto / dodici mesi.

ORTODONZIA

È vero che oggi si può fare ortodonzia senza l’apparecchio visibile sui denti?

Sì, è vero. È una tecnica che prevede l’impiego di mascherine trasparenti sequenziali che vengono applicate sui denti risultando invisibili. Sono strutturate in maniera da portare l’informazione degli spostamenti dentali da attuare, ed usate secondo una sequenza prestabilita provocano gli spostamenti dentali.

Qual è il momento giusto per iniziare un trattamento ortodontico nel bambino?

Dipende dalla gravità del problema.
Si tende a trattare precocemente, verso i 4/5 anni di età, le malocclusioni in cui è presente un difetto scheletrico che può aggravarsi con la crescita. Richiede un trattamento precoce il morso crociato che causa una deviazione della mandibola o il mento prominente. Gli interventi precoci sulla forma e posizione delle ossa mascellari consentono una crescita più armonica del complesso cranio-facciale.

Ci si può sottoporre al trattamento ortodontico in età adulta?

Si, è possibile sottoporsi al trattamento ortodontico a qualunque età, a condizione che non ci siano problemi parodontali in atto.

PARODONTOLOGIA

Che cosa è la malattia parodontale?

Un tempo conosciuta con il nome di “Piorrea”, la malattia parodontale rappresenta oggi una delle cause più importanti della perdita dei denti.
Essa è costituita da un complesso di malattie che, in forme diverse, possono colpire ogni fascia di età. La forma più frequente colpisce nell’ età compresa tra i 35 ed i 60 anni.
Il termine parodontopatia indica una malattia che interessa i tessuti di supporto dei denti: il legamento parodontale, il cemento radicolare e l’osso alveolare. A queste tre strutture si deve aggiungere la gengiva che rappresenta il cosiddetto parodonto superficiale.
La parodontopatia è una malattia cronica e come tale non può essere eliminata in modo definitivo ma, può e deve essere curata.

Come riconoscere la malattia paradontale?

Le malattie parodontali, diversamente da altre patologie del cavo orale come carie, afte ecc., sono prevalentemente asintomatiche. Vi sono però dei segni caratteristici che devono fare insospettire il paziente: il sanguinamento delle gengive durante lo spazzolamento, la scopertura dei colletti dentali (recessioni), la presenza di gonfiore a livello del margine gengivale, la persistenza di alito cattivo, la ipersensibilità dentale agli sbalzi di temperatura, la presenza di ascessi ed infine la mobilità di alcuni elementi dentari. Se uno o più di questi segni sono presenti è necessario consultare uno specialista in parodontologia per un accurato esame della bocca.

Come si curano le malattie parodontali?

Nonostante la ricerca in questo settore sia una delle più attive nell’ambito delle scienze biomediche, ancora oggi il fondamento della terapia parodontale si basa sulla eliminazione meccanica della placca batterica. Lo scopo ultimo della terapia è quello di rendere il cavo orale sano e facilmente mantenibile attraverso la semplice igiene domiciliare.

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